giovedì 9 aprile 2015



Oggi, giorno 9 Aprile, si è svolto un sit-in davanti Palazzo Riccio di Morana, dove ha sede l'ufficio del Commissario straordinario della "ex Provincia", indetto dagli studenti per dire NO alla chiusura del Polo Universitario di Trapani. Sono stati numerosi gli interventi, alcuni molto toccanti, altri più energici e grintosi, altri più tecnici ed ognuno ha potuto dire la sua sulla situazione.
 Non farò un riassunto di ciò che è stato detto, ma vi esporrò il mio pensiero prendendo spunto da un aneddoto su Winston Churchill, che da un po' di tempo circola sui social network, riguardante il taglio dei fondi destinati alla cultura e all'arte per sostenere lo sforzo bellico.
 Dall'alto della sua carica, si dice,  rispose semplicemente: "Ma allora per cosa combattiamo?". Al di là della sua veridicità storica (sembra, infatti, che Churchill non abbia mai pronunciato questa frase) appare evidente e molto efficace nel contrapporre a una dissennata politica di tagli alla cultura quegli ideali etici e civili che dovrebbero essere considerati il vero patrimonio ineludibile di una nazione. La crisi è la nostra guerra, ma l'università di Trapani è il nostro patrimonio, è la nostra perla che fa da faro della legalità in un contesto dove questa è messa a dura prova. È il patrimonio di un territorio dilaniato da continui tagli che bloccano lo sviluppo di esso stesso.
Oggi vi è stata molta partecipazione e spero che questa sia anche sinonimo di un risveglio sociale, di un maggior attaccamento alle condizioni della nostra amata città e che sia un punto di partenza per bloccare "l'emigrazione" continua dei nostri cervelli, ma soprattutto, la sede dei futuri studenti universitari. Oggi abbiamo detto NO  alla chiusura, NO ai tagli alla cultura, NO ai tagli irrazionali che portano indietro il territorio ma oltre a dire NO, a gran voce, noi desideriamo un miglioramento di tutti i servizi legati alla crescita della legalità, della cultura e dell'arte nel territorio in cui tutto ciò è nato e fiorito e non potrà morire mai perché è il nostro più caro patrimonio.

Fabio Luciano De Martino 

Nessun commento:

Posta un commento