28/09/2015. Una data
particolarmente importante per molti giovani trapanesi e non.
No, non è il giorno di una partita del calibro di Inter – Milan, ma il primo giorno di università.
Ogni matricola, chi in auto, chi in treno, chi sul bus,
durante il tragitto pensa come sarà il suo primo giorno in questa nuova realtà.
Ore 15.00: inizia la
prima lezione.
Molto timidamente, chi
non conosce ancora nessuno dei suoi nuovi colleghi, cerca un “approccio” con
frasi come “scusami, è libero quel posto?” o “sai dove trovare l’aula 110?”.
Fra una chiacchiera e l’altra nascono le prime confidenze, i
primi gruppi ( non solo su whatsapp ), le prime amicizie e le prime sfuriate
quando si guasta la macchina del caffè!
Essere una matricola è
rincorrere l’autobus in pieno stile Fantozzi per non arrivare tardi alle prime
lezioni, è precipitarsi in copisteria per comprare i libri fotocopiati o
cercare di prenderli in seconda mano, è non sapere come impostare il proprio
nuovo metodo di studio ( non tutti alle superiori lo hanno acquisito! ), è
crearsi amletici dubbi come “quale esame dovrò dare per primo?” o “da dove
dovrò iniziare?”.
È, infine, provare quel profondo senso d’invidia quando vedi
i tuoi colleghi più grandi laurearsi, festeggiare con tanto di champagne, uscire
dall’università con un sorriso brillantissimo mentre pensi “e io che non ho
ancora sostenuto nessun esame…”.
Non sei abituato a sentirti dare del “lei” da un professore ed inizi a chiedere ai ragazzi più grandi se durante gli esami saranno
abbastanza esigenti o lo saranno un po’ meno.
Insomma non è facile
essere una matricola!
Lo sono anche io, ma posso dirvi di vivere a fondo questi 5
anni ( Utopisticamente parlando!) di università.
Gioie e dolori, giorni di studio intenso e giorni di puro
svago dopo aver sostenuto ( e preferibilmente passato ) un esame, perché,
ragazzi, sarà dura, ma fidatevi:
Quest’anno, insieme agli altri anni, sarà indimenticabile.
Provare per credere!
Antonio Lentini.
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