domenica 1 novembre 2015

La Rubrica, "I problemi del Polo sono i problemi"! Capitolo 2: Le varie specie di studenti.

Capitolo 2.
Come tutti sapremo, il Polo di Trapani, già da tempo, non vanta un gran numero di iscritti. ( Ci riserveremo di trattare l’argomento in altro contesto.)
Tuttavia, nonostante le varie “leggi dei grandi numeri”( chiaramente fallimentari da noi!) possiamo vantare un’elevata concentrazione di studenti, come dire, “particolari”.
Ognuno di loro, fortunatamente per noi, può facilmente essere inserito in una specifica categoria tra le sottostanti.

( Si noti: ogni riferimento a cose o persone è puramente casuale. –forse!- Se doveste riconoscervi o riconoscere qualcuno dalla descrizione, fatevi una risata!)

1.       Il convinto “Capitan Ovvio”.

Avete presente quella mano alzata in prima fila? Quella che non vorresti mai vedere, soprattutto durante gli ultimi minuti di lezione, seguita, solitamente, da quella inconfondibile voce capace di suscitarti la più primitiva sensazione di intolleranza?
Ecco, lui è il Convinto Capitan Ovvio, colui che sta lì a porsi domande assurdamente inutili, a sottolineare- con finta aria dotta- ciò che il docente aveva affermato e sostenuto pochi minuti prima con tanto di “ è corretto?” ed è colui che ha sempre l’aneddoto pronto: “ Ma lei sa che questa cosa è successa al cugino del vicino di casa del compagno della mia ex fidanzata che mi ha lasciato perché ero intollerabile anche all’interno della relazione? Praticamente…”
A lui vorremmo dire, schiettamente: esiste l’ora di ricevimento

Siamo consapevoli del fatto che potresti risultare insopportabile anche al Docente, ma, quantomeno, lui è pagato per stare a sentirti ed è legittimato ad ignorarti con un sorrisone ed un elegante: “ Mi scusi, ma devo proprio andare. La sua è comunque un’osservazione intelligente!”


2.       L’esaltato

A questa categoria, appartiene quell’individuo con gli occhi spalancati che gira per i corridoi del Polo fissando punti fissi avanti a lui e camminando quasi molleggiando.
Spesso silenzioso, l’Esaltato ha una sua personale risata nevrotica, un modo di star seduto a lezione quasi inappropriato ( Gambe sulla sedia, testa china sul blocco…) ed un modo di muovere il suo corpo simile a quello da film horror. A questa categoria appartengono, soprattutto, ragazze con capelli raccolti in discutibili chignon o con felpe di due taglie più grandi. Ragazze che, immobili, durante le lezioni, fissano tutto e tutti, bevendo succhi di frutta, giudicando e cercando, a loro modo, di studiare i loro colleghi.
All’esaltato vogliamo dir nulla, comprendendo che, spesso, l’eccessivo studio conduce ad esplorare mondi totalmente incomprensibili. Tra loro, infatti, si potrebbe nascondere anche qualche genio incompreso. Al momento, però, sono semplicemente colleghi a noi incomprensibili.


3.       Sbobinatore seriale

A lezione con tre cellulari e sei registratori sparsi tra tasche dei jeans, borse o calzini,
 lo sbobinatore seriale si siede sempre in prima fila, aziona tutti i microfoni ed attende l'arrivo del docente per cliccare “start”. Trascrive ogni parola, respiro o starnuto del docente : dal "buongiorno ragazzi" al " per oggi è tutto"!
Egli si circonda di pochi FEDELISSIMI ( scelti in base alla media dei voti universitari) che , soffrendo della stessa malattia, giurano con atto scritto ( ad probationem) di restare fedeli alla cerchia e di non condividere con terzi il loro elaborato - comandamento numero 11!-. Seguono tutte le materie del corso, accettando, anche, il rischio di doversi sdoppiare in tre differenti aule.
All’interno di questa categoria,  esistono due sottocategorie:
·         quelli che sbobinano ogni respiro e battuta ( anche poco felice e dall'acutezza discutibile) del docente.
·         quelli che ce l’hanno a morte con “Mamma Grammatica” . Loro fanno uno scempio indiscusso e, per comprendere il senso dei loro elaborati, dopo aver disturbato tutto lo scibile possibile delle parolacce, devi operare il doppio lavoro di interpretazione del testo in lingua italiana corrente.
A loro vorremmo chiedere una cosa: sbobinate anche le registrazioni che vi inviate via whatsapp con i vostri amici?!

4.       Filosofo Solitario


Qui rintracciamo i più interessanti e rari colleghi. Non parlano quasi con nessuno, ma osservano, studiano e ricordano tutto: movimenti, parole e caratteristiche altrui. Vivono in un malinconico stato di inadeguatezza. Apparentemente simpatici, celano spesso il malessere interiore dietro un sorriso o l’indifferenza. Ai limiti degli asentimentali, i Filosofi Solitari sono coloro che, per disgrazia o per fortuna, tutti dovrebbero incontrare: il confronto con loro risulta, spesso, costruttivo, anche se estremamente demoralizzante.  Hanno una loro soggettiva visione delle cose, dei problemi e della società capace di risultare spesso convincente. Accettano le critiche con intelligenza, ma non vogliono assolutamente essere giudicati.  Vorrebbero cambiare questa situazione, questo ordinamento giuridico, queste regole ed ipotizzano una realtà ideale nella quale vivere, posto che la vita attuale non è altro che un pendolo che oscilla tra dolore e noia, con intervalli fugaci, e per di più illusori, di piacere e gioia. 
Affrontano ogni sessione d’esame come fossero Luigi XVI, sentendosi sempre  angosciati o in difetto. Le loro decisioni sono sempre frutto di personali bilanciamenti d’interesse, soluzioni ottimali perché, prima di prenderle - condivise o meno-  valutano ogni effetto che queste possono avere verso i terzi.
Tuttavia, questo loro essere non sempre li giustifica o li avvantaggia, anzi.
Quando si scontrano con un pari o con un carattere forte, tutta la loro costruzione si sgretola in milioni di piccoli pezzi, ogni loro piccola certezza viene demolita e ciò fa loro estremamente paura, li pone sulle difensive e li fa irritare.  Entrare in empatia – nel senso proprio della parola- con loro formerà, indiscutibilmente, i vostri animi per il futuro. State attenti!
Cosa dire a loro? Staccate la spina!
Imparate: il confronto con gli altri potrebbe essere la soluzione e non il problema;
coloro con i quali vi rapportate non sono individui impuri sparsi nel mondo: capiscono perfettamente tutto; Le vostre soluzioni ottimali, spesso, sono fallimentari. Imparate, quindi, a saperne gestire tutte le conseguenze.

5.       Il politicante

Lo vedi girovagare, con passo felpato, tra le aule in cerca di prede da "assaltare" per disquisire ed inculcare le sue ideologie politico-sociali del mondo e, soprattutto, del paese in cui vive. Il Politicante doc è amico di tutti, conosce tutte le personalità politiche rilevanti locali e non, sa quali sono i problemi della cittadinanza e come risolverli ( perché lui salverà il mondo!!!)
Egli se ne sta lì, in agguato, pronto a "torturare" il primo collega educato che non sa in che modo svincolarsi ed a riempirlo di discorsi "no sense" che, nella migliore delle ipotesi, lasciano un solo dubbio :  “ma che diavolo avrà voluto dire ?” ( Non ci auguriamo un’eventuale alleanza tra Politicante ed Eroe!)
Il Politicante è colui che non partecipa alle battaglie per la salvaguardia del Polo, che si disinteressa alle dinamiche del Consorzio o dell’UNIPA, però: “ Perché questa terra ha bisogno di un’Università!”

A loro vorremmo dire tante cose, ma non vogliamo trascendere in scurrili livelli. Capiteci!

6.       L’Eroe.


In assoluto, i nostri preferiti. La nostra rubrica prende proprio spunto da questa categoria!
L’eroe è colui che vuole risolvere i problemi del Polo, anche quelli che non esistono, ma non sa nè come risolverli né quali siano effettivamente!
Ogni mattina, l’Eroe si sveglia e sa che deve rispondere e porre domande assurde: perché il docente ha un tono di voce basso? Perché le pagine da studiare sono troppe? Perché le associazioni non si adoperano per portare all’interno del Polo dei manuali con le figure da colorare? Ma, soprattutto, perché i calzini spariscono nel cassetto? ( Effettivamente, quest’ultima domanda ce la poniamo tutti!)
L’Eroe si muove tra le aule in cerca di qualcuno ed usando la stessa tecnica dell’Apriporte, species  ormai estinta, in cerca di un’aula libera dove studiare.
L’Apriporte era colui che ti “puniva” per averlo anticipato con storielle assurde, proprio come l’Eroe: ti punisce per essere lì, in quel preciso momento. ( Peggio per te!)
Ha letto decine di libri sul pensiero filosofico, parla di nuvole, di sogni, di un risorgimento delle istituzioni e di un nuovo concetto di studio tutto suo, ma  c'è solo un problema: ad un certo punto, come destato da un sonno profondo, apre gli occhi e non sa nè di cosa stava parlando né del perché ne stia parlando!

A lui consigliamo di farsi meno problemi e di sc…tudiare di più!

7.       L’Associato

Ha varcato la soglia associativa in tenera età  (19/20 anni!) e quelle quattro mura sono per lui come una casa: lì studia (quando può!), prende il caffè, si rilassa, fotocopia interi libri, sclera e piange per via delle sue vicissitudini universitarie e non solo per quelle.
L'Associazione diventa il suo habitat segreto dove  racconta delle sue maledizioni contro il docente che insiste nel rinnegargli la materia, i suoi flirt con le colleghe o le sue liti con i colleghi proprio come fosse in famiglia.
Li trascorre dalle quattro alle otto ore, perché, in quel microcontesto, si sente tutelato, forte e fratello maggiore dei nuovi arrivati di cui difende i diritti. L’Associato, inoltre, va a prendersi le cazziate dai docenti ed in segreteria a nome degli altri e, soprattutto,  combatte in prima fila in nome del suo Polo. (Ne ri
cordiamo la species " associato guerriero"  ne #ilpolononsitocca)
Tuttavia, l’associato è, anche, colui che ha “ le mani in pasta”, il raccomandato, il mal visto, quello che: “ Ma chi si sente?”, quello che potrebbe fare molto più rispetto a ciò che fa.  L’associato è colui a cui nessuno rivolge mai un sincero ringraziamento. Nonostante tutto, non pretende alcunché dagli altri.
A lui, solo il nostro grazie per ogni minuto speso per noi studenti.

8.       La sessista femminista

Categoria poco numerosa, racchiude al suo interno le figlie delle Littizzetto, quelle che, spesso criticate, si fanno notare per i corridoi ed hanno un’innata propensione alla leadership.  Per la maggior parte di sinistra, le sessiste femministe passano le loro giornate a sottolineare i difetti del sesso opposto - con un fraintendibile atteggiamento acido- ed, perchè stanche di assistere al ripetersi costante di errori di categoria, hanno la risposta ad ogni perché o comportamento inspiegabile della vita: “E’ Maschio.”  Sono le consigliere predilette dei cuori infranti, delle ragazze tristi o insicure. Con grande capacità oratoria, trasmettono sicurezza, sono solidali con le altre donne e potrebbero convincere anche il più irritato della veridicità delle loro teorie. Non si sentono le costole di nessuno, detestano essere soprannominate "quote rosa" e fissano con tenerezza l'uomo che ancora pensa di trovarle ai fornelli con tanto di pasta a tavola, una volta tornati da lavoro.
Ad elle, ogni tanto, si contrappone qualche impavido ragazzo munito di buona volontà e spirito da sessista maschilista. Inutile dirvi come finiscono le sfide di categoria alla ricerca di un armistizio tra sessisti!
Sono consapevoli della loro forza, certe della forma mentis, convinte della loro posizione e sanno sempre come eludere una questione, portare la discussione a loro vantaggio e demolire il rivale.
Vantano diverse teste appese al muro: dai filosofi solitari ai fotomodelli.
Ma cosa si cela, realmente, dietro la loro corazza?
A loro consigliamo di non essere estremiste. Rendete lo scontro tra punti di vista un costruttivo confronto. Spiegate la vostra posizione, ma non siate tarate o ancorate alle vostre brutte esperienze. 
Esistono tantissime imbecilli anche all’interno della vostra categoria!

9.       Io so figo, io so bello, io so fotomodello.

Nell’assenza totale di appartenenti alla categoria “Figo da paura” ,  i membri di questa specie, alla quale si può accedere solo ed esclusivamente dopo un rito di iniziazione che si sostanzia in una sfilata di alta moda per i corridoi, mostrano poco interesse per la “ plebe” universitaria, atteggiandosi come le cheerleader o i giocatori di Rugby dei college americani. Riconoscibili  dal loro abbigliamento “Chic”, dalle loro movenze provocanti, dai loro sorrisi luccicanti, dal loro “Ehi” caldo e, soprattutto, dai loro capelli effetto Pantene anche al mattino, sembrano essere gli irraggiungibili della situazione, credendosi declassati dalle Sessiste Femministe, studiati dai Filosofi Solitari ed ignorati dagli esaltati.
Guardati attentamente da tutti, anche da coloro che arricciano il naso, mentre, come se avessero la puzza sotto al naso, salgono ancheggiando le scale, con spalle dritte, sguardo fisso contro un punto immaginario e sorridendo a chiunque rivolga loro un saluto, loro, indipendentemente dal loro ISEE, non pagano le radiografie o la mappatura dei nei!
Tuttavia, individuiamo degli abusivi che, impropriamente, credono di essersi arrogati il diritto  di appartenere a questa classe: abbottonatevi quelle camice più piccole di tre taglie, camminate con le gambe chiuse, non vi addobbate come le strade della vostra città a Natale, smettete di toccarvi il ciuffo, accorciatevi quella barba incolta e non imitate Moira Orfei!
Ai puro sangue, diciamo: Non passate, di certo, inosservati, ma il “bello” è anche altro!

10.   Dicono di me, ma nessuno sa.



A questa categoria apparteniamo tutti noi. 
Si pensi o si dica ciò che si vuole sugli altri, su noi, su tutti.  Sentiamoci "liberi" di giudicare, di criticare, di sottolineare i difetti altrui o di elogiare pregi e virtù di coloro con cui ci si rapporta, ma non dimentichiamo mai che “Invece no, nessuna sa” cosa si nascondi realmente dietro quell’atteggiamento, quell’essere, quel collega o, semplicemente, dietro voi stessi.
Impariamo tutti  a conoscerci meglio tra di noi prima di etichettarci. Alla fine, ognuno di noi da i mezzi necessari per essere compreso!


E tu, a quale categoria credi di appartenere?


Alcuni (cattivissimi!) colleghi.

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