Capitolo 2.
Come tutti sapremo, il
Polo di Trapani, già da tempo, non vanta un gran numero di iscritti. ( Ci
riserveremo di trattare l’argomento in altro contesto.)
Tuttavia, nonostante le varie “leggi dei grandi numeri”( chiaramente fallimentari da noi!) possiamo vantare un’elevata concentrazione di studenti, come dire, “particolari”.
Ognuno di loro, fortunatamente per noi, può facilmente essere inserito in una specifica categoria tra le sottostanti.
( Si noti: ogni riferimento a cose o persone è puramente casuale. –forse!- Se doveste riconoscervi o riconoscere qualcuno dalla descrizione, fatevi una risata!)
Tuttavia, nonostante le varie “leggi dei grandi numeri”( chiaramente fallimentari da noi!) possiamo vantare un’elevata concentrazione di studenti, come dire, “particolari”.
Ognuno di loro, fortunatamente per noi, può facilmente essere inserito in una specifica categoria tra le sottostanti.
( Si noti: ogni riferimento a cose o persone è puramente casuale. –forse!- Se doveste riconoscervi o riconoscere qualcuno dalla descrizione, fatevi una risata!)
1. Il convinto “Capitan Ovvio”.
Avete presente quella mano alzata in prima fila? Quella che
non vorresti mai vedere, soprattutto durante gli ultimi minuti di lezione, seguita,
solitamente, da quella inconfondibile voce capace di suscitarti la più primitiva
sensazione di intolleranza?
Ecco, lui è il Convinto
Capitan Ovvio, colui che sta lì a porsi domande assurdamente inutili, a
sottolineare- con finta aria dotta- ciò che il docente aveva affermato e
sostenuto pochi minuti prima con tanto di “ è corretto?” ed è colui che ha
sempre l’aneddoto pronto: “ Ma lei sa che questa cosa è successa al cugino del
vicino di casa del compagno della mia ex fidanzata che mi ha lasciato perché
ero intollerabile anche all’interno della relazione? Praticamente…”
A lui
vorremmo dire, schiettamente: esiste l’ora di ricevimento.
Siamo consapevoli del fatto che potresti risultare insopportabile anche al Docente,
ma, quantomeno, lui è pagato per stare a sentirti ed è legittimato ad ignorarti
con un sorrisone ed un elegante: “ Mi scusi, ma devo proprio andare. La sua è
comunque un’osservazione intelligente!”
2.
L’esaltato
A questa categoria, appartiene quell’individuo con gli occhi
spalancati che gira per i corridoi del Polo fissando punti fissi avanti a lui e
camminando quasi molleggiando.
Spesso silenzioso, l’Esaltato
ha una sua personale risata nevrotica, un modo di star seduto a lezione quasi
inappropriato ( Gambe sulla sedia, testa china sul blocco…) ed un modo di
muovere il suo corpo simile a quello da film horror. A questa categoria
appartengono, soprattutto, ragazze con capelli raccolti in discutibili chignon
o con felpe di due taglie più grandi. Ragazze che, immobili, durante le
lezioni, fissano tutto e tutti, bevendo succhi di frutta, giudicando e
cercando, a loro modo, di studiare i loro colleghi.
All’esaltato
vogliamo dir nulla, comprendendo che, spesso, l’eccessivo studio conduce ad
esplorare mondi totalmente incomprensibili. Tra loro, infatti, si potrebbe
nascondere anche qualche genio incompreso. Al momento, però, sono
semplicemente colleghi a noi incomprensibili.
3.
Sbobinatore
seriale
A lezione con tre cellulari
e sei registratori sparsi tra tasche dei jeans, borse o calzini,
lo sbobinatore seriale si siede sempre in prima fila, aziona tutti i microfoni ed attende l'arrivo del docente per cliccare “start”. Trascrive ogni parola, respiro o starnuto del docente : dal "buongiorno ragazzi" al " per oggi è tutto"!
lo sbobinatore seriale si siede sempre in prima fila, aziona tutti i microfoni ed attende l'arrivo del docente per cliccare “start”. Trascrive ogni parola, respiro o starnuto del docente : dal "buongiorno ragazzi" al " per oggi è tutto"!
Egli si circonda di pochi FEDELISSIMI
( scelti in base alla media dei voti universitari) che , soffrendo della stessa
malattia, giurano con atto scritto ( ad probationem) di restare fedeli alla cerchia
e di non condividere con terzi il loro elaborato - comandamento numero 11!-. Seguono
tutte le materie del corso, accettando, anche, il rischio di doversi sdoppiare
in tre differenti aule.
All’interno di questa categoria, esistono due sottocategorie:
·
quelli che sbobinano ogni respiro e battuta ( anche poco
felice e dall'acutezza discutibile) del docente.
·
quelli che ce l’hanno a morte con “Mamma Grammatica” . Loro
fanno uno scempio indiscusso e, per comprendere il senso dei loro elaborati,
dopo aver disturbato tutto lo scibile possibile delle parolacce, devi operare
il doppio lavoro di interpretazione del testo in lingua italiana corrente.
A loro vorremmo chiedere una cosa: sbobinate
anche le registrazioni che vi inviate via whatsapp con i vostri amici?!
4.
Filosofo Solitario
Qui rintracciamo i più interessanti e rari colleghi.
Non parlano quasi con nessuno, ma osservano, studiano e ricordano tutto:
movimenti, parole e caratteristiche altrui. Vivono in un malinconico stato di
inadeguatezza. Apparentemente simpatici, celano spesso il malessere interiore dietro
un sorriso o l’indifferenza. Ai limiti degli asentimentali, i Filosofi Solitari sono coloro che, per
disgrazia o per fortuna, tutti dovrebbero incontrare: il confronto con loro
risulta, spesso, costruttivo, anche se estremamente demoralizzante. Hanno una loro soggettiva visione delle cose,
dei problemi e della società capace di risultare spesso convincente. Accettano
le critiche con intelligenza, ma non vogliono assolutamente essere giudicati. Vorrebbero cambiare questa situazione, questo
ordinamento giuridico, queste regole ed ipotizzano una realtà ideale nella quale
vivere, posto che la vita attuale non è altro che un pendolo che oscilla tra
dolore e noia, con intervalli fugaci, e per di più illusori,
di piacere e gioia.
Affrontano ogni sessione d’esame come fossero
Luigi XVI, sentendosi sempre angosciati
o in difetto. Le loro decisioni sono sempre frutto di personali bilanciamenti
d’interesse, soluzioni ottimali perché, prima di prenderle - condivise o meno- valutano ogni effetto che queste possono avere
verso i terzi.
Tuttavia, questo loro essere non sempre li giustifica o li avvantaggia, anzi.
Quando si scontrano con un pari o con un carattere forte, tutta la loro costruzione si sgretola in milioni di piccoli pezzi, ogni loro piccola certezza viene demolita e ciò fa loro estremamente paura, li pone sulle difensive e li fa irritare. Entrare in empatia – nel senso proprio della parola- con loro formerà, indiscutibilmente, i vostri animi per il futuro. State attenti!
Tuttavia, questo loro essere non sempre li giustifica o li avvantaggia, anzi.
Quando si scontrano con un pari o con un carattere forte, tutta la loro costruzione si sgretola in milioni di piccoli pezzi, ogni loro piccola certezza viene demolita e ciò fa loro estremamente paura, li pone sulle difensive e li fa irritare. Entrare in empatia – nel senso proprio della parola- con loro formerà, indiscutibilmente, i vostri animi per il futuro. State attenti!
Cosa dire a loro? Staccate la spina!
Imparate: il confronto con gli altri potrebbe essere la soluzione e non il problema;
coloro con i quali vi rapportate non sono individui impuri sparsi nel mondo: capiscono perfettamente tutto; Le vostre soluzioni ottimali, spesso, sono fallimentari. Imparate, quindi, a saperne gestire tutte le conseguenze.
Imparate: il confronto con gli altri potrebbe essere la soluzione e non il problema;
coloro con i quali vi rapportate non sono individui impuri sparsi nel mondo: capiscono perfettamente tutto; Le vostre soluzioni ottimali, spesso, sono fallimentari. Imparate, quindi, a saperne gestire tutte le conseguenze.
5.
Il politicante
Lo vedi girovagare, con passo felpato, tra le
aule in cerca di prede da "assaltare" per disquisire ed inculcare le
sue ideologie politico-sociali del mondo e, soprattutto, del paese in cui vive.
Il Politicante doc è amico di tutti,
conosce tutte le personalità politiche rilevanti locali e non, sa quali sono i
problemi della cittadinanza e come risolverli ( perché lui salverà il mondo!!!)
Egli se ne sta lì, in agguato, pronto a
"torturare" il primo collega educato che non sa in che modo
svincolarsi ed a riempirlo di discorsi "no sense" che, nella migliore
delle ipotesi, lasciano un solo dubbio :
“ma che diavolo avrà voluto dire ?” ( Non ci auguriamo un’eventuale
alleanza tra Politicante ed Eroe!)
Il Politicante
è colui che non partecipa alle battaglie per la salvaguardia del Polo, che si
disinteressa alle dinamiche del Consorzio o dell’UNIPA, però: “ Perché questa
terra ha bisogno di un’Università!”
A loro vorremmo dire tante cose, ma non vogliamo trascendere in scurrili livelli. Capiteci!
A loro vorremmo dire tante cose, ma non vogliamo trascendere in scurrili livelli. Capiteci!
6.
L’Eroe.
In assoluto, i nostri preferiti. La nostra
rubrica prende proprio spunto da questa categoria!
L’eroe è colui che vuole risolvere i problemi del Polo, anche quelli che non esistono, ma non sa nè come risolverli né quali siano effettivamente!
L’eroe è colui che vuole risolvere i problemi del Polo, anche quelli che non esistono, ma non sa nè come risolverli né quali siano effettivamente!
Ogni mattina, l’Eroe si sveglia e sa che deve rispondere e porre domande assurde:
perché il docente ha un tono di voce basso? Perché le pagine da studiare sono
troppe? Perché le associazioni non si adoperano per portare all’interno del
Polo dei manuali con le figure da colorare? Ma, soprattutto, perché i calzini
spariscono nel cassetto? ( Effettivamente, quest’ultima domanda ce la poniamo
tutti!)
L’Eroe
si muove tra le aule in cerca di qualcuno ed usando la stessa tecnica dell’Apriporte, species ormai estinta, in cerca di un’aula libera
dove studiare.
L’Apriporte era colui che ti “puniva” per
averlo anticipato con storielle assurde, proprio come l’Eroe: ti punisce per essere lì, in quel preciso momento. ( Peggio
per te!)
Ha letto decine di libri sul pensiero
filosofico, parla di nuvole, di sogni, di un risorgimento delle istituzioni e di
un nuovo concetto di studio tutto suo, ma
c'è solo un problema: ad un certo punto, come destato da un sonno
profondo, apre gli occhi e non sa nè di cosa stava parlando né del perché ne
stia parlando!
A lui consigliamo di farsi meno problemi e di sc…tudiare di più!
A lui consigliamo di farsi meno problemi e di sc…tudiare di più!
7.
L’Associato
Ha varcato la soglia associativa in tenera
età (19/20 anni!) e quelle quattro mura
sono per lui come una casa: lì studia (quando può!), prende il caffè, si rilassa,
fotocopia interi libri, sclera e piange per via delle sue vicissitudini universitarie
e non solo per quelle.
L'Associazione diventa il suo habitat segreto
dove racconta delle sue maledizioni
contro il docente che insiste nel rinnegargli la materia, i suoi flirt con le
colleghe o le sue liti con i colleghi proprio come fosse in famiglia.
Li trascorre dalle quattro alle otto ore, perché, in quel microcontesto, si sente tutelato, forte e fratello maggiore dei nuovi arrivati di cui difende i diritti. L’Associato, inoltre, va a prendersi le cazziate dai docenti ed in segreteria a nome degli altri e, soprattutto, combatte in prima fila in nome del suo Polo. (Ne ricordiamo la species " associato guerriero" ne #ilpolononsitocca)
Li trascorre dalle quattro alle otto ore, perché, in quel microcontesto, si sente tutelato, forte e fratello maggiore dei nuovi arrivati di cui difende i diritti. L’Associato, inoltre, va a prendersi le cazziate dai docenti ed in segreteria a nome degli altri e, soprattutto, combatte in prima fila in nome del suo Polo. (Ne ricordiamo la species " associato guerriero" ne #ilpolononsitocca)
Tuttavia,
l’associato è, anche, colui che ha “
le mani in pasta”, il raccomandato, il mal visto, quello che: “ Ma chi si
sente?”, quello che potrebbe fare molto più rispetto a ciò che fa. L’associato
è colui a cui nessuno rivolge mai un sincero ringraziamento. Nonostante tutto,
non pretende alcunché dagli altri.
A
lui, solo il nostro grazie per ogni minuto speso per noi studenti.
8.
La
sessista femminista
Categoria
poco numerosa, racchiude al suo interno le figlie delle Littizzetto, quelle che,
spesso criticate, si fanno notare per i corridoi ed hanno un’innata propensione
alla leadership. Per la maggior parte di
sinistra, le sessiste femministe passano le loro giornate a sottolineare i
difetti del sesso opposto - con un fraintendibile atteggiamento acido- ed,
perchè stanche di assistere al ripetersi costante di errori di categoria, hanno
la risposta ad ogni perché o comportamento inspiegabile della vita: “E’
Maschio.” Sono le consigliere predilette
dei cuori infranti, delle ragazze tristi o insicure. Con grande capacità oratoria,
trasmettono sicurezza, sono solidali con le altre donne e potrebbero convincere
anche il più irritato della veridicità delle loro teorie. Non si sentono le costole di nessuno,
detestano essere soprannominate "quote rosa" e fissano con tenerezza
l'uomo che ancora pensa di trovarle ai fornelli con tanto di pasta a tavola,
una volta tornati da lavoro.
Ad
elle, ogni tanto, si contrappone qualche impavido ragazzo munito di buona
volontà e spirito da sessista maschilista.
Inutile dirvi come finiscono le sfide di categoria alla ricerca di un
armistizio tra sessisti!
Sono consapevoli della loro forza, certe della forma mentis, convinte della loro posizione e sanno sempre come eludere una questione, portare la discussione a loro vantaggio e demolire il rivale.
Vantano diverse teste appese al muro: dai filosofi solitari ai fotomodelli.
Ma cosa si cela, realmente, dietro la loro corazza?
Sono consapevoli della loro forza, certe della forma mentis, convinte della loro posizione e sanno sempre come eludere una questione, portare la discussione a loro vantaggio e demolire il rivale.
Vantano diverse teste appese al muro: dai filosofi solitari ai fotomodelli.
Ma cosa si cela, realmente, dietro la loro corazza?
A
loro consigliamo di non essere estremiste. Rendete lo scontro tra punti
di vista un costruttivo confronto. Spiegate la vostra posizione, ma non siate
tarate o ancorate alle vostre brutte esperienze.
Esistono tantissime imbecilli anche all’interno della vostra categoria!
Esistono tantissime imbecilli anche all’interno della vostra categoria!
9.
Io so
figo, io so bello, io so fotomodello.
Nell’assenza
totale di appartenenti alla categoria “Figo da paura” , i membri di questa specie, alla quale si può
accedere solo ed esclusivamente dopo un rito di iniziazione che si sostanzia in
una sfilata di alta moda per i corridoi, mostrano poco interesse per la “
plebe” universitaria, atteggiandosi come le cheerleader o i giocatori di Rugby
dei college americani. Riconoscibili dal
loro abbigliamento “Chic”, dalle loro movenze provocanti, dai loro sorrisi
luccicanti, dal loro “Ehi” caldo e, soprattutto, dai loro capelli effetto
Pantene anche al mattino, sembrano essere gli irraggiungibili della situazione, credendosi declassati dalle Sessiste Femministe, studiati dai Filosofi Solitari ed ignorati dagli esaltati.
Guardati
attentamente da tutti, anche da coloro che arricciano il naso, mentre, come se
avessero la puzza sotto al naso, salgono ancheggiando le scale, con spalle
dritte, sguardo fisso contro un punto immaginario e sorridendo a chiunque
rivolga loro un saluto, loro, indipendentemente dal loro ISEE, non pagano le
radiografie o la mappatura dei nei!
Tuttavia, individuiamo degli abusivi che, impropriamente, credono di essersi arrogati il diritto di appartenere a questa classe: abbottonatevi quelle camice più piccole di tre taglie, camminate con le gambe chiuse, non vi addobbate come le strade della vostra città a Natale, smettete di toccarvi il ciuffo, accorciatevi quella barba incolta e non imitate Moira Orfei!
Tuttavia, individuiamo degli abusivi che, impropriamente, credono di essersi arrogati il diritto di appartenere a questa classe: abbottonatevi quelle camice più piccole di tre taglie, camminate con le gambe chiuse, non vi addobbate come le strade della vostra città a Natale, smettete di toccarvi il ciuffo, accorciatevi quella barba incolta e non imitate Moira Orfei!
Ai
puro sangue, diciamo: Non passate, di certo, inosservati, ma il “bello” è
anche altro!
10.
Dicono di
me, ma nessuno sa.
A
questa categoria apparteniamo tutti noi.
Si
pensi o si dica ciò che si vuole sugli altri, su noi, su tutti. Sentiamoci "liberi" di giudicare,
di criticare, di sottolineare i difetti altrui o di elogiare pregi e virtù di
coloro con cui ci si rapporta, ma non dimentichiamo mai che “Invece no, nessuna
sa” cosa si nascondi realmente dietro quell’atteggiamento, quell’essere, quel
collega o, semplicemente, dietro voi stessi.
Impariamo
tutti a conoscerci meglio tra di noi
prima di etichettarci. Alla fine, ognuno di noi da i mezzi necessari per essere
compreso!
E tu, a quale categoria credi di
appartenere?
Alcuni (cattivissimi!) colleghi.





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