lunedì 9 novembre 2015

La Rubrica, capitolo 3: "Il Polo di Trapani: tra diminuzione degli iscritti e credenze trapanesi."

La situazione del Polo Universitario di Trapani è ben nota. Un indice dello stato di salute del nostro amato-odiato Polo può essere individuato nel numero dei nuovi iscritti, che, come risaputo, di anno in anno subisce una costante diminuzione. Di fronte a tale trend negativo e di fronte, anche, al sostanziale immobilismo degli enti pubblici, i quali mai si sono realmente interessati - salvo alcuni casi sporadici- del Polo di Trapani, ogni anno si ripete il solito rimbalzare di notizie che vogliono il Polo chiuso, o quantomeno, sempre in procinto di chiudere battenti.

Mi sia permesso, allora, di fare alcune considerazioni e di avanzare alcune proposte, che, senza alcuna presunzione, non vogliono presentarsi come assolutamente vere e nemmeno come necessariamente risolutorie di un problema che ha radici profonde e che, pertanto, non può essere eliminato, una volta e per tutte, senza che della questione non si interessino, non solo gli esponenti dei Comuni del trapanese, ma anche quelli di enti territoriali più ampi.

Innanzitutto, sarebbe interessante analizzare le reali cause del declino del nostro Polo. Serpeggiano allora molto spesso, tra gli studenti più interessati alle sorti della nostra università, varie idee: c'è chi imputa la diminuzione del numero degli iscritti alla mentalità del trapanese medio, mentalità che riguarda non soltanto il genitore, magari meno informato sulle realtà culturali della provincia, ma anche gli studenti e le professori delle scuole superiori, che dovrebbero, almeno in teoria, essere più informati. 

Pertanto, da un lato, vi è il genitore, il quale vede, nel far frequentare al proprio figlio un' università del Nord Italia, un'ostentazione del proprio status sociale (in parole povere: "io ho mio figlio che studia alla Luiss di Roma, ammazza come sono importante!!!", mentre lo studente che frequenta il Polo di Trapani, sicuramente non lo avrà fatto per scelta, ma soltanto per ristrettezze economiche); dall'altro lato, ovviamente, vi è anche la scelta di alcuni studenti che, volendo avviarsi al percorso giuridico, “snobbano” l'università di Trapani, adducendo delle volte ragioni – e me le ricordo ancora tutte da quando frequentavo le scuole superiori – che non hanno alcuna adesione con la realtà dei fatti: ovviamente non voglio assolutamente criticare chi, per scelta, vuole vivere un periodo di studi lontano dalla propria famiglia e sperimentare un pò di indipendenza, ma le notizie false che girano tra gli studenti delle superiori spingono, delle volte, anche coloro che tendevano a rimanere nella propria provincia, ad emigrare.


A questo si aggiunge poi una strana convinzione, quasi una credenza, tra i cittadini trapanesi, secondo la quale il Polo universitario di Trapani sarebbe il peggiore del mondo: mi ricordo ancora quando allo scientifico mi sconsigliavano, anche le professoresse, di iscrivermi all'università di Trapani, in quanto, secondo le “presunte statistiche” di cui erano a conoscenza, la maggior parte dei ragazzi che si laureava a Trapani non riusciva a trovare lavoro; oppure, e questa era la voce che più circolava, mi sentivo dire: «No! Non ti iscrivere a Trapani, non lo sai che da questa università escono 200 avvocati l'anno?»; 


Altre volte, soprattutto di recente, ho sentito parlare di un’ altra causa della diminuzione degli iscritti: le eccessive pretese delle commissioni esaminatrici in sede di esame. 


Orbene, è vero che alcune commissioni disconoscono che esistono ben tredici voti disponibili che possono essere dati, e che molte volte ho sentito parlare di ragazzi che per 5- 6 volte riprovano un esame (in questo caso sicuramente influisce la poca “sensibilità” del professore, per dirla in maniera garbata); ma davvero al fine di risolvere un problema, che ha sicuramente radici in altre e diverse cause, dobbiamo chiedere ai professori di essere un po' più malleabili all'esame? Sbaglio, o molte volte si criticano altre università del nord proprio perché è possibile prendere un bel voto anche con una scarsa preparazione? 

Ritengo al contrario che sarebbe più proficuo fare di tale maggiore preparazione richiesta per superare un esame, una virtù del Polo Universitario di Trapani, al fine di fornire alle future matricole una bagaglio giuridico di livello superiore rispetto ad altre università italiane, utile per chi voglia affrontare i concorsi più difficili per chi si laurea in giurisprudenza (concorso di magistrato, avvocato e notaio) anche perché, e lo dico molto francamente, quello che si studia ora, non si dovrà studiare poi, dopo essersi laureati, proprio per affrontare tali concorsi.

Ovviamente, infine, vi sono le evidenti carenze strutturali del Polo: aule fatiscenti, il wi-fi scarso o assente, la mancanza di un servizio di stampa, una biblioteca poco fornita e che costringe chiunque voglia fare una tesi diversa dal solito, a fare la spola tra Trapani e Palermo.
Come si risolve il problema?
A mio modesto parere, il problema della scarsità degli iscritti passa attraverso due linee direttrici.

 In primo luogo è necessario fare in modo che cambi la mentalità del trapanese e la visione che questo ha dell'università di Trapani. Questo ovviamente passa attraverso un' importante opera di sensibilizzazione degli studenti delle scuole superiori (forse è già in atto, non lo so, in tal caso mi scuso per l'ignoranza); in tal senso vi vorrei raccontare un aneddoto, che mi fu raccontato da mio fratello, allora studente dell'artistico: erano stati chiamati in aula magna per assistere ad un incontro in cui sarebbe intervenuti alcuni signori dell'università e un dipendente dell'ERSU di Trapani (chi ha familiarità con le borse di studio sicuramente se lo ricorderà); per dirla in breve, i signori riuscirono ad interessare talmente i ragazzi dell'artistico, che nel momento in cui terminarono di parlare e congedarono i presenti, i ragazzi non se ne accorsero neanche e rimasero seduti per altri 10 minuti buoni. Ora, non pretendo che si riesca ad interessare i ragazzi dell'artistico ad una facoltà come giurisprudenza, ma se l'orientamento si fa con certa gente, ne abbiamo di strada da fare!

La seconda strada che dovrebbe essere battuta per aumentare il numero degli iscritti è cercare di attrarre studenti “stranieri”. Come? Fornendo il Polo di tutti i servizi necessari, oltre quelli suddetti, in primis mi viene in mente il servizio mensa, il quale non deve essere a chilometri di distanza rispetto al Polo, ma nelle immediate vicinanze, altrimenti alla fine del servizio ne usufruirebbero soltanto coloro che, abitando nelle zone limitrofe del trapanese, possono venire con un auto (e quindi possono anche andare a mangiare a casa). In secondo luogo, potenziando il sistema dei mezzi di trasporto che conducono all'università: di recente infatti sussiste soltanto il percorso fatto dal bus n. 23 e dal n. 21 del Atm: troppo poco; infine – e secondo il mio modesto parere è il punto più importante – dotare anche Trapani di una Casa dello studente, la quale possa, dietro il pagamento di un canone di affitto a prezzo ridotto, oppure, gratuitamente, per i vincitori di borsa di studio, fornire un solido aiuto per le famiglie (infatti, se ci si pensa bene, per una famiglia più o meno vicina a Trapani, pensiamo ad esempio Marsala, conviene di più mandare il proprio figlio a studiare a Pisa, ad esempio, piuttosto che a Trapani, in quanto sa che là sicuramente potrà contare su un servizio mensa e su una stanza sicura, oltre che alla borsa di studio). Senza contare poi che già più di 10 anni fa era già stata prevista una struttura nel centro di Trapani, da poco riaffacciatasi su alcuni articoli, che era stata destinata, e tal fine ristrutturata, a Casa dello studente... che fine abbia fatto, non è dato sapere.

Per concludere, vorrei dire che, mi risultano ancora oscure le ragioni del perché a Trapani non possa aversi un campus universitario degno di questo nome. Senza voler cadere nel complottismo, mi verrebbe da dire che ai piani più alti dello Stato vi sia interesse a far si che tutti i cittadini del sud siano costretti ad emigrare al nord per studiare, per curarsi, ecc... : uno studente porta soldi, un malato porta soldi. Qualcuno potrebbe obiettare: « e vabbè hai scoperto l'acqua calda!», si, ma è sempre utile ricordarlo quando ci si accinge a trattare determinati temi.

Gaspare Cammareri


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