venerdì 20 novembre 2015

La legge del coniglio: come sopravvivere alle facoltà universitarie.

Davanti ad un grande ammasso di ferro e calcinacci, abitava un povero studente che non poteva godersi la vita in santa pace senza che delle stupide nozioni venissero a bussare alla sua porta.

Non sapeva neppure  cosa ci facesse in quel luogo dimenticato da Dio, ma era lì per uno scopo, uno scopo che avrebbe giustificato quegli anni di sacrifici, trascorsi a ripetere da solo rinchiuso in uno stanzino.
<I conigli o pesci che passano ad un'altra conigliera o peschiera si acquistano dal proprietario di queste, purché non vi siano stati attirati con arte o con frode. La stessa norma si osserva per i colombi che passano ad altra colombaia, salve le diverse disposizioni di legge sui colombi viaggiatori> esclamò, d’un tratto, leggendo il proprio codice.

L’importanza di come i colombi viaggiatori sarebbero passati da una colombaia all’altra avrebbe cambiato le sorti del pianeta – l’intera civiltà moderna dipendeva dallo studio di quel giovane che aveva rinunciato a sbronzarsi il Sabato notte per una giusta causa –
Il giorno dell’esame era sempre più vicino e, ad ogni pagina sfogliata, se ne aggiungevano un paio di nuove. Lo studente era stanco, ma motivato a fermare tutti quegli adescatori di pesci e conigli. Aveva studiato così tanto da riuscire quasi ad immedesimarsi nella volontà di quei nobili animali.

<Allora… la norma sui pesci e conigli è uguale a quella per i colombi, salve le diverse disposizioni di legge sui colombi viaggiatori. Articolo 926, stampato!> disse con sicurezza.

Pregustava già il momento in cui avrebbe esposto, con superbia maestria, ogni virgola di quell’articolo. Mancava poco…
L’intera base del suo studio era confluita su quell’articolo, così si sedette convinto di poter dimostrare il suo valore.
<Signor Mario Rossi, mi ripeta l’articolo 924 sullo sciame d’api…>

Fottute api.


Elia Esposito.

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