Mi presento: sono una studentessa al secondo anno in giurisprudenza a Trapani.
Scegliere di iscriversi all’università di questa nostra città è visto spesso come un atto “fuori dal comune”, quasi “coraggioso”.
Però sono sicura che i pro siano comunque più numerosi ed abbiano maggior valore: il numero esiguo di studenti permette di fare lezioni molto meno caotiche, di evitare la “corsa all’ultimo posto” in aula, di instaurare un rapporto personale con i docenti; il risparmio economico, legato al rimanere nella propria città, è molto rilevante; sarà una più ardua impresa, ma è sicuro che la nostra preparazione non ha nulla da invidiare ad altri studenti di altre università.
E poi anche gli stessi professori ci lodano per le nostre scelte e affermano che verremo ripagati di tutti i nostri sforzi: sì perché i sacrifici da fare per laurearsi ci sono, come d’altronde anche nelle altre università! Ma diciamoci la verità: a chi piace vincere facile? Se la strada non presenta ostacoli, il meglio di noi non può venir fuori; inoltre la realtà che si prospetta al termine del percorso di studi sarà colma di intralci vari e occorre essere preparati a tali situazioni.
Dunque oggi, dopo aver provato sulla mia pelle cosa significa studiare a Trapani, sono sempre più convinta che la mia scelta sia stata quella giusta, anzi la migliore! E a tutti quelli che sanno solo lamentarsi di ciò che non va in questa città e non vedono l’ora di andarsene vorrei dire: è vero Trapani, e la realtà universitaria trapanese, presentano dei problemi concreti, ma questi si possono risolvere solamente rimanendo qui e “lavorando per noi”, non rifugiandosi in altre città!
Dunque oggi, dopo aver provato sulla mia pelle cosa significa studiare a Trapani, sono sempre più convinta che la mia scelta sia stata quella giusta, anzi la migliore! E a tutti quelli che sanno solo lamentarsi di ciò che non va in questa città e non vedono l’ora di andarsene vorrei dire: è vero Trapani, e la realtà universitaria trapanese, presentano dei problemi concreti, ma questi si possono risolvere solamente rimanendo qui e “lavorando per noi”, non rifugiandosi in altre città!
di Simona Pellegrino
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